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Giuseppe Penone
Spoglia d'oro su spine d'acacia
Roma, Spazio per l’arte contemporanea Tor Bella Monaca

18 marzo - 31 luglio 2002


A cura di Daniela Lancioni.

In collaborazione con il Comune di Roma - l'Assessorato alle Politiche Culturali, l'Associazione Culturale Beat 72, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Palazzo delle Esposizioni, Roma.

Opera realizzata in situ con la partecipazione di un gruppo di studenti dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, allievi di Silvia Bordini e di Claudio Zambianchi docenti di Storia dell’Arte Contemporanea: Paola Capata, Bernardo Di Battista, Mario Finazzi, Germana Lazzari, Lia Pagliarani, Annalisa Retico, Roberta Serpolli, Fabiana Solidani, Valentina Tanni, Emanuela Termine.

Catalogo con testi della curatrice e di Silvia Bordini, Claudio Zambianchi, Federica Guida, della cooperativa Informadarte e con un’intervista degli studenti a Giuseppe Penone.

Video di Maria Grazia Pontormo e Federico Vuerich con la consulenza di Mario Sasso.

  
 

ARTE IN MEMORIA

Viene pubblicato il catalogo della mostra “Arte in memoria”, Ostia Antica e Roma Centrale Montemartini, a cura di Adachiara Zevi con testi introduttivi di Gianni Borgna, Anna Gallina Zevi, Massimiliano Smeriglio, Karl August Morisse, Ambra Tedeschi, Micheal Kahn-Ackermann; testo della curatrice e di Marc Scheps; biografie a cura di Roberta Serpolli; Roma, Edizioni Incontri Internazionali d’Arte. Versione bilingue italiano e inglese.

 

maurizio cannavacciulo

Roma, Palazzo Taverna, Biblioteca degli Incontri Internazionali d'arte
13 aprile 2002 - agosto 2003

 

Per il secondo appuntamento della serie Cielo, gli Incontri Internazionali d'Arte presentano l'opera un lavoro di Maurizio Cannavacciuolo Senza titolo, 2002 appositamente ideato per questo spazio.

Entrando nello spazio della biblioteca, l'immagine che colpisce lo spettatore è composta da segni molto marcati di pennellate blu, rosse, gialle e verdi. Questi segni di colori primari seguono "teneramente" la ragnatela di piccole, medie e grandi crepe del soffitto quasi a voler passare una mano di make up sulle screpolature che la storia ha sedimentato.
Trentotto cartoncini blu di due diverse dimensioni affollano la volta Una visione più attenta ci svela che sotto queste tinte forti si diramano una miriade di immagini leggerissime, disegnate a matita con un tratto al limite del percepibile. Quando l'occhio si adatta a leggere, incomincia la scoperta di singole icone intrecciate tra loro senza soluzione di continuità: piccole storie e minuti personaggi che si rincorrono e si contraddicono. Tutti gli spigoli e le vele del soffitto sono inoltre sottolineati da sottili contorni di smalto nero che incorniciano la volta e la rendono quasi un grande giocattolo.
L'artista vuole, con questo lavoro, stabilire una riflessione sulla differenza tra guardare e vedere.
Il nostro quotidiano contemporaneo ci ha abituati a consumare velocemente ed in modo non approfondito icone e segnali di qualsiasi natura: quasi nessuno è disposto a capire, scavare, o, solo semplicemente "vedere" con occhio attento e concentrato. Più ordinariamente ci siamo attestati sul primo sguardo che tutto brucia e consuma distrattamente. Questa installazione ci costringe a vedere o a scappare.

 

 
  
 

Artedomani. laboratorio 2002

Spoleto, Palazzo Collicola

22 giugno - 30 agosto 2002

In collaborazione con Comune di Spoleto, la Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto e la Regione Campania.

Catalogo con presentazione di Graziella Lonardi Buontempo.


ANGELO FERRILLO

“Comete”

SHAH JAHAN

“Sponde”

  
 
  

Scatole dell'eros.
maurizio cannavacciuolo, lino fiorito, gloria pastore, silvana solivella

Napoli, Museo Archeologico Nazionale

22 dicembre 2002 - 20 gennaio 2003

A cura di Marco De Gemmis e Michele Iodice.
In collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.

Catalogo con introduzione di Graziella Lonardi Buontempo, testi di Stefano De Caro e  Marco De Gemmis, Fleur Jaeggy, Giuseppe Merlino, Napoli Electa.